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Anche questo è Amore

Racconto ispirato a fatti e persone reali.  Ho assistito a questa scena la sera di Natale del 2007.  Lui, mio zio, morì dopo alcuni giorni.

Io ho soltanto immaginato tutto il resto.

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Era seduta su una vecchia sedia,  il corpo sfatto, l’aspetto sciatto e trasandato di chi non ha più tempo per pensare a se stessa.  Ma gli occhi…i suoi occhi, di un indefinibile azzurro stanco,  lo guardavano ancora con immutata dolcezza. Pronta ad alzarsi era, ad un sia pur impercettibile movimento di lui.  Ancora pronta era,  nell’aiutarlo a bere un sorso d’acqua,  ad imboccarlo con sollecitudine,  ad accarezzagli i capelli ancora folti da ragazzo intraprendente,  qual era stato tanti anni addietro.  Era diventato,  per lei,  alla stregua del figlio più adorato;  lo amava ancor più ora,  che la malattia lo aveva reso simile ad un vegetale,  privandolo della sua volontà,  della sua intelligenza,  della umana capacità di provare sensazioni ed emozioni.

Però gli aveva promesso amore e dedizione, anni prima,  in un assolato giorno di fine estate;  era ancora suo marito, nonostante tutto e non poteva,  non voleva,  sottrarsi a questo impegno cosi gravoso:  curarlo, essergli vicino ora più che mai,  mentre la malattia lo stava portando via da lei.

Lo guardava e si chiedeva se…
Chissà se lui la riconosceva ancora, quando posava quel suo sguardo vacuo su di lei.
Chissà se ricordava ancora, quando erano giovani, belli, potenti, in grado di vincere, insieme, sul mondo.
Chissà se rammentava ancora le loro notti di passione ed amore nelle quali concepirono i loro due figli ormai adulti.
Chissà se…

Chissà.

E mentre ora lo abbracciava per aiutarlo a stendersi sul loro letto per facilitargli il riposo notturno,  pensava ad un’altra donna,  che in altri tempi,  aveva curato quell’uomo con amore,  senza che lui,  ancora troppo piccolo,  se ne rendesse conto…

Lei,  la sua donna da una vita,  lo curava ora,  che quella maledetta malattia gli aveva cancellato ogni pensiero razionale.

Bambino – uomo – bambino.

Un cerchio perfetto che si chiude, un inno all’amore puro.

Perchè Amore dato nella malattia è Amore che vince la morte.

Perchè anche questo è Amore.

Ricomincio da me

Grazia

- Ci riprovi? E’ il quarto blog, questo, che apri in poco più di un anno. Lo chiuderai quando: dopo il secondo, terzo post? Se non sei convinta di ciò che fai, allora lascia perdere! Lo apri perchè avere un blog è diventato quasi un… come si chiama… status symbol? Dai su, Artemisia, e deciditi! -

Artemisia

- La voce della verità…
“I pensieri di Artemisia”:sei post.
“L’Araba fenice”: tre post.
Ancora “I pensieri di Artemisia”: quattro post.
Sembro incostante è vero, ma una ragione c’è: parlare di me, dei miei sentimenti, dei miei desideri, mettere in piazza quello che c’è di più nascosto in me, era diventato maledettamente difficile. Avevo voglia di comunicare, di buttare fuori i pensieri che invadevano il mio Io più profondo, ma un acuta sensazione di riservatezza e di ineguatezza bloccavano le mie dita sulla tastiera. Sono diversa. Lo sono sempre stata. Non ho mai seguito le mode, ragiono ed agisco solo seguendo le mie idee giuste o sbagliate che siano. Amo la libertà di pensiero anche se provoca solitudine.
E tu lo sai bene, tu mi conosci come nessun altro -

Grazia

- Ti conosco perchè sono te. Ti conosco perchè tu sei la mia proiezione in questa piazza virtuale come tu stesso l’hai definita. Ti conosco perchè ti voglio bene. Voglio bene più ad Artemisia che a me stessa… -

Artemisia

- Mi vuoi bene? Certo, mi hai creata tu. Artemisia è la parte vincente di te, colei che nella vita reale è sempre restata nell’ombra; Per paura di disturbare, di non essere all’altezza. Solo che fino ad ora Artemisia era vincente solo quando si trattata di creare codici per template…
Artemisia: quella dei codici.
Artemisia: quella senz’anima, perchè i codici sono senz’ anima.
Artemisia: quella senza sentimenti, quella non in grado di emozionare, perchè non scrive poesie.
Artemisia: quella che può tranquillamente tenere un blog, che problema c’è. Tanto non è necessario saper scrivere bene per avere un blog.
Artemisia: da sfruttare e mettere da parte quando ormai non serve più alla causa.

Ma ora Artemisia ha detto basta. Da oggi Artemisia ha smesso d’essere solo quella dei codici. Ha un cervello e lo dimostrerà. Ha un cuore nel quale navigano sentimenti ed emozioni, e non è detto che per dimostrarlo deve necessariamente scrivere poesie. Si può essere persone sensibili e “profonde” anche mettendo nero su bianco una semplice riflessione.

Artemisia ha scoperto che la propria dignità è un bene prezioso da tenere ben serrato tra le cellule del proprio umile cuore.

Artemisia, da oggi, ricomincerà a volare! Più forte di prima, più motivata di prima. E tu G., verrai con me, le nostre anime sono serrate in un unico abbraccio. Il nostro abbraccio è autentico perchè reale. Quelli virtuali, quelli che ti venivando dati tramite commenti, email, messenger, no, quelli erano solo pure falsità.

Da oggi Grazia ed Artemisia, rinasceranno: una doppia Araba Fenice, che dopo l’ennesima morte, la più forte, la più crudele, la più difficile da superare, è risorta a vita. Verrai con me dunque? -

Grazia

- Come posso rifiutare Arte? Siamo legate fino alla morte noi due, lo sai bene. Allora cosa aspettiamo? Andiamo su, prendiamoci per mano.

INIZIA IL GRANDE VOLO…

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